Cocconato, appoggiata su una delle creste più alte del Monferrato astigiano, è una finestra che si concede interamente al sole. I declivi non sono facili. Anche per questo negli anni della fuga dalla campagna verso una promettente Torino illuminata dalle lusinghe della Fiat, i vigneti vennero lasciati all’oblio e il bosco ne fece preda facile.

Cecilia Zucca e la sua famiglia rimasero invece al loro posto e continuarono l’attività agricola, che insieme alla vigna, seguendo gli orientamenti dell’economia monferrina, si completava con l’allevamento del Fassone piemontese, la razza bovina da cui si ottiene una delle carni più pregiate al mondo.

Al tempo a Cocconato rimase vivacemente attiva un’importante azienda vitivinicola, la Dezzani, presso i cui uffici Cecilia venne assunta come impiegata.