“Avevo finito le magistrali e il mio sogno era quello di frequentare l’Isef. Tuttavia era sempre rimasto forte il legame con la natura, con la terra, con i ritmi di questo paese di cui coglievo anche le potenzialità turistiche. Nei racconti delle persone la memoria della vocazione di queste colline per la produzione di vino di qualità era nostalgicamente presente. Erano queste le riflessioni da cui partì il filo conduttore che cominciò ad accomunare tensioni e pulsioni emotive… Queste adagio adagio divennero una vicendevole e condivisa passione tra me e Luigi, che seguiva allora con i fratelli l’impresa vinicola di suo padre Romolo”.